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Ganesha e Ganesh Chaturthi nel periodo 14–25 settembre 2026

Ganesha Chaturthi è una delle feste più luminose e gioiose, dedicata al Signore Ganesha, divinità della saggezza, dell’abbondanza e del benessere

Nel “Tirumanthiram” scrive su Ganesha:
Lui, figlio di Shiva, ha cinque braccia, un volto di elefante e possenti zanne. La sua forma è simile a quella della luna, è il fiore della saggezza che risiede nel cuore, e le sue orme io celebro. Il Signore Ganesha, dio del tempo e della memoria, che risiede nella chakra Muladhara, mantenendo l’equilibrio tra le chakra superiori e inferiori, sostiene tutti gli esseri senzienti. Egli detiene in sé i progetti di tutto il passato e del futuro dell’universo, questo capolavoro divino.”

  1. Ganesha è Ganapati, Vinayaka e Vighneshvara: il Signore dei “gana” e soprattutto il Signore degli ostacoli, che non solo li rimuove ma li governa.
  2. È figlio di Shiva e Parvati; la sua nascita è celebrata nello Shukla Chaturthi del mese di Bhadrapada, cioè la quarta tithi della luna crescente.
  3. La sua iconografia è un codice: testa di elefante, corpo umano, grande ventre, zanna spezzata, topo come vahana, modak, laccio e pungolo.
  4. Simbolismo: la testa elefantina è saggezza, memoria e forza; il ventre contiene tutti gli universi; la zanna rotta indica sacrificio e superamento della dualità; il topo è la mente/desiderio da domare.
  5. ✨🐘 Ganesha ha un corpo umano, ma una testa di elefante e un topo al posto di un mezzo di trasporto. Questo è simbolico e può essere interpretato come lo sviluppo dell’anima: dal topo all’elefante, e poi all’essere umano. La testa di elefante porta il simbolo “OM” e indica la saggezza di Ganesha.
    Ed è vero. L’enorme Ganesha, con la testa di elefante, si muove con facilità su uno degli animali più piccoli. La metafora è che, grazie alla saggezza, ha domato il suo ego ed è il signore non solo di tutti gli esseri viventi nel mondo, ma anche di se stesso.
    🐁Il topo è un simbolo dell’olfatto, che simboleggia la propensione ai piaceri mondani e, di conseguenza, all’oscurità. In questo modo, Ganesha guida l’uomo dall’oscurità alla luce, liberando le persone da cattive qualità e abitudini.
    💫La grande pancia di Ganesha è un simbolo di abbondanza e un deposito di tutte le sofferenze e i dispiaceri terreni.
    Si dice che Ganesha sia stato creato come osservatore di tutte le azioni (karma) e i doveri (dharma) veri e falsi sulla terra e nel cielo, e che gli sia stata data la posizione di Dio intergalattico e interplanetario del Karma. La sua conoscenza è infinita e i suoi giudizi sono sempre giusti.
  6. Lui è il guardiano della soglia, colui che apre o blocca il passaggio secondo il karma e l’intenzione.
  7. Corrisponde simbolicamente a Muladhara chakra, all’elemento terra e al bija Gam; in astrologia vedica molte scuole lo collegano a Ketu, a Mercurio per l’intelletto e a Giove per la saggezza.
  8. Il suo mantra principalie è: Om Gam Ganapataye Namah ;
  9. Ganesha simboleggia:
    ❤️ chiarezza di pensiero e la capacità di prendere decisioni corrette.
    ❤️ armonia interiore e tranquillità.
    ❤️ fortuna e un inizio positivo per nuove attività.L’immagine di Ganesha, con la testa di elefante, rappresenta la forza, la saggezza e la vittoria della conoscenza sull’ignoranza.
  10. Ganesh Chaturthi è la festa del suo avvento: si celebra la discesa di Ganesha nel mondo e nella vita del devoto.
  11. Nel 2026, Ganesh Chaturthi cade il 14 settembre – culmina il 25 settembre . Il festival intero è chiamato Ganeshotsav.
  12. Dal 14 al 25 settembre si installa la murti di Ganesha, si fanno puja
  13. Astrologicamente, Chaturthi tithi è governata da Ganesha: è favorevole a inizi, purificazioni, scioglimento di nodi karmici e rimozione di ostacoli, ma richiede intento puro e disciplina.
  14. Il Visarjan del 25 settembre è un rito di dissoluzione: l’immagine torna agli elementi e insegna impermanenza, distacco e ciclo di nascita-morte-rinascita.
  15. In pratica, in questi giorni puoi allestire un piccolo altare, accendere una lampada, offrire modak o frutta, recitare Om Gam Ganapataye Namah e chiedere chiarezza, protezione e rimozione degli ostacoli; chiudi con gratitudine.
  16. Nel Mahabharata Ganesha è lo scriba divino che scrive il poema dettato da Vyasa, con la doppia condizione della scrittura continua e della comprensione del testo.Nel Mahabharata — soprattutto nell’inizio dell’Adi Parva, il primo libro, nelle edizioni tradizionali — si racconta che il saggio Vyasa, dopo aver composto il poema, aveva bisogno di uno scriba che lo mettesse per iscritto. Invocò allora Ganesha.

Ganesha accettò, ma pose una condizione:

  • avrebbe scritto solo se Vyasa avesse dettato senza mai fermarsi, perché la sua penna non doveva interrompersi.

Vyasa accettò, ma a sua volta pose una condizione:

  • Ganesha avrebbe dovuto capire il senso di ciò che scriveva prima di scriverlo.

Per rispettare l’accordo, Vyasa ogni tanto dettava versi particolarmente difficili o ambigui, chiamati granthi (“nodi”), così Ganesha era costretto a fermarsi per comprenderli, e Vyasa nel frattempo guadagnava tempo per comporre il seguito. Così Ganesha scrisse l’intero Mahabharata sotto dettatura.

In molte versioni popolari si aggiunge che, quando la penna si ruppe, Ganesha si spezzò una zanna e la usò come penna: da qui l’epiteto Ekadanta, “dall’unica zanna”.

Che Ganesha benedica il tuo cammino!

https://youtube.com/watch?v=Wv2590uugus&is=KGBb2lruaOxln7xj

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